Francesca ha partecipato alla prima edizione del corso per Esploratori Mindfulness, collegata da Londra. A distanza di qualche mese dalla fine del percorso ci racconta la sua esperienza di flow, quel momento di totale presenza in cui il tempo è sospeso, l’attenzione è totalmente dedicata al momento presente, non c’è giudizio, non ci sono pensieri a distrarre, c’è il confronto con un compito “sfidante”, ci diamo fiducia e la performance si compie al massimo delle possibilità. La condizione di flow riguarda professionisti, manager, artisti, atleti ma anche la vita di tutti i giorni. Tutti questi sono elementi che la Mindfulness ci consente di allenare consegnandoci la possibilità di accedere all’esperienza che Francesca ci racconta, dopo una sua breve presentazione. Torna anche in questo racconto il binomio Mindfulness-Apnea come elemento di potenziamento reciproco.

Francesca Fiorini
Francesca Fiorini

La mia prima esperienza di vita vissuta nella presenza si svolge a Londra. Ho trascorso due anni in una delle capitali più “difficili” d’Europa a detta di molti, dal punto di vista dei rapporti umani, del lavoro, dei cambiamenti climatici che vanno di pari passo con le infinite opportunità che la città ti offre. In realtà quello che succede è che ci si ritrova a dover affrontare quella “challenge” che è così cara agli inglesi, le sfide quotidiane, più o meno in solitudine.

La mia è stata quella di un giovane chirurgo che viene dall’Italia, dal Bel Paese, del sole, del buon vino, del mare…ah il mare! Ma poi per una ragione o per un’altra ho voluto provare anche io la challenge dell’Inghilterra, ritrovandomi spesso sola in sala operatoria a dover gestire tante situazioni più o meno complesse. 

Appassionata di apnea, ho scoperto prima Federico Mana e gli amici di Moving Limits, poi Rossella con cui ho condiviso il percorso per Esploratori Mindfulness. Così, ho cominciato a praticare la mindfulness con gli altri e poi sola, inizialmente solo nei momenti di pausa, poi piano piano anche quotidianamente nella mia professione. Fino a qualche mese fa mi sentivo quasi in imbarazzo a dover iniziare una procedura chirurgica, presa dalla difficoltà di visualizzarne la conclusione, in poche parole non riuscivo a cominciare senza cadere facilmente nel panico di non sapere quando e se sarei stata in grado di portarla a compimento. Studiare e ristudiare, leggere la sera prima gli step dell’intervento, restava inutile di fronte all’inquietudine che provavo quando il paziente veniva portato in sala operatoria, steso sul letto in attesa del tuo gesto chirurgico. Fino a quando un bel giorno, una sera di maggio di ritorno da una fantastica vacanza apneistica in Egitto, mi sono ritrovata da sola di notte su un’urgenza, io e me stessa, col paziente... 

Non avevo molta scelta, dovevo iniziare e finire senza troppa esitazione. Il momento perfetto per provare a mettere in pratica ciò che avevo allenato nella Mindfulness: la presenza dell’istante presente, scusate il gioco di parole. Mi sono detta che in fondo mentalmente non dovevo fare altro che visualizzare la procedura come fosse un insieme di microprocedure, singoli gesti, come quello di alzare la mano per prendere una pinza, spostare il gomito in un certo modo per spostare la telecamera, tagliare, aspirare, coagulare, e via dicendo. Niente di più semplice! Alla portata di un bambino o quasi. Senza accorgermene avevo già concluso, in quei minuti non ho mai perso di vista l’obiettivo, che era quello di restare sul momento presente e banalmente completare il singolo gesto. Molto semplicemente un gesto dopo l’altro mi aveva dato il risultato voluto.

Da quel giorno ogni volta comincio il mio intervento, piccolo o grande che sia, con lo stesso obiettivo, la stessa predisposizione. Non sempre mi riesce, non sempre posso dire che il risultato è lo stesso di quella sera magica. La mindfulness entra ed esce dalla mia vita, sono ancora alle prime armi, ma felice di questa scoperta che arricchisce poco per volta il mio quotidiano.

Il prossimo 22 gennaio partirà la nuova edizione del nostro percorso di Mindfulness per Esploratori. I 6 webinar (incontri online) sono fissati tutti i martedì alle 20.30. 

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Contributor:
Rossella Elisio

Laureata in psicologia con una tesi sulla Theory U (Otto Scharmer – MIT Boston) che coniuga psicologia, sociologia, mindfulness, approccio sistemico, gestione del cambiamento e leadership, si occupa di consulenza organizzativa e formazione.

Istruttrice certificata mindfulness e protocolli MBSR, sostiene la sua personale pratica di consapevolezza attraverso periodici ritiri di mindfulness, meditazione silenziosa, gentilezza e compassione con maestri nazionali ed internazionali.

Fondatrice di KIKU Mindfulness

Felicemente sposata, ha una figlia di 23 anni, un figlio di 18 e due gatte.

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