FEDERICO MANA

Fondatore e presidente di Moving Limits

Volevo diventare un giocatore professionista di basket ma ho caviglie fragili e piedi incerti. Addio sogni di professionismo. Studio optometria. Sono giovane, ho 25 anni e divento un formatore , è un lavoro bellissimo che non smetto mai più di fare. Amo imparare le cose, sperimentarle e trasferirle agli altri. Sono un seguace del metodo e creo protocolli. Mi piacciono i protocolli perché scompongono la complessità e vanno dritti al punto. Amo anche la disciplina dei protocolli perché mi ha fatto raggiungere traguardi impensabili per i talenti di cui dispongo.

Incontro l’apnea per caso nel 1996, 7 anni dopo mi trasferisco in Egitto e mi dedico ai record, voglio dimostrare a me stesso che i protocolli di allenamento che ho messo a punto funzionano e così dal 2007 al 2011 realizzo 8 record Italiani e resto imbattuto fino al 2013.

Torno in Italia nel 2008 e creo Moving Limits con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e alla diffusione dell’apnea. Sento il bisogno di fare parte di una comunità che condivida i miei valori e la mia passione per l’acqua e l’insegnamento.

Nel 2013 dopo 7 anni di studio, prove ed errori finalizzo il Protocollo Handsfree e inizio ad applicarlo con successo anche da remote. La gioia negli occhi delle persone che arrivano a compensare handsfree mi riempie di orgoglio e di energia.

Oggi Moving Limits è cresciuta, è una comunità viva con una sua identità ma ha confini stretti e non riesce a raggiungere tutte le persone che vorrebbe.
Moving Limits Project nasce dal desiderio di espandere questi confini,e dar vita a uno spazio di libero di condivisione dove convogliare l’energia e l’entusiasmo che la nostra passione muove.

Sono fortunato, Vivo di apnea ma non ho mai considerato l’apnea una professione.
Il mio piede sinistro ha un buco. Una taitiana, per sbaglio me lo ha trafitto durante una battuta di pesca.
Amo la pesca.
Ho 2 figli bellissimi che amo immensamente, ai quali spero di poter insegnare che i sogni si possono realizzare

Federico Mana - Compensazione Handsfree

Compensazione Handsfree

L’apnea è stata una passione forte, da subito, ma come è capitato a molti ho dovuto fare i conti con le orecchie. A ogni weekend al mare seguiva una visita dall’otorino a causa di problemi più o meno gravi. Nel primo anno ne ho incontrato tanti e ho raccolto numerosi pareri, spesso mi hanno suggerito un intervento chirurgico.

Sono testardo e gli interventi subiti alle caviglie per tornare a giocare a basket non erano stati risolutivi, così ho iniziato a lavorare con ostinata determinazione al perfezionamento della tecnica compensatoria. I problemi alle orecchie sono scomparsi e anche le visite.

Sono diventato un istruttore e un atleta e ho acquisito un eccellente controllo delle tecniche ma la vera sfida per me è stata capire come trasferire la mia consapevolezza agli altri. Non riuscivo a dare un nome alle sensazioni che provavo durante le manovre e non avevo una visione sistemica degli apparati coinvolti.

Ho incontrato Patrick Musimu nel 2008 ed è stata l’illuminazione; mi ha insegnato a riconoscere e catalogare le sensazioni e a creare un ponte con gli allievi. Ho percorso in fretta quel ponte e nel 2009 ho scritto il mio primo libro sulla compensazione.
In quel libro ho dichiarato che compensare senza mani non è possibile se manca una predisposizione genetica ma nel 2010, per caso, durante una giornata in mare ho compensato senza portare le mani al naso; quel giorno sono rimasto fino al tramonto in acqua per la paura di perdere la magia.
Mi sono serviti tanti altri giorni fuori e dentro l’acqua per capire come riprodurre e poi trasferire quell’incastro perfetto che è la compensazione handsfree.

Tra il 2010 e il 2013, ho disegnato il primo protocollo, individuato 10 amici e, deciso che quando 8 di loro fossero stati in grado di compensare senza mani, l’avrei divulgato.
Ho scritto la Compensazione Evoluta nel 2013 e finalizzato il protocollo per l’insegnamento anche a distanza. Oggi centinaia di apnesti sono in grado di compensare senza mani e molti di loro, “valsalviani” non riuscivano a superare il muro dei 7 metri.

Quando qualcuno mi chiede aiuto per superare un problema o rimuovere un ostacolo che sembra insormontabile gli racconto la mia storia e gli regalo un palloncino.

Federico Mana - Yoga

Respirazione

Dal 1998 al 2002 ho frequentato tutti i giorni una scuola di yoga per apprendere le basi della respirazione pranayama.

L’ho fatto perché volevo migliorare la performance in apnea, essere un insegnante più preparato e perché mi aiutava a stare meglio nel presente.

La pratica quotidiana e una naturale avversione per i dogmi mi hanno portato a utilizzare quello che ho studiato e sperimentato per ridefinire in modo innovativo i concetti di ventilazione e iperventilazione e inserirli in modo concreto nella preparazione di una performance.
In questi anni ho collaborato con ricercatori e fisiologi per sviluppare metodologie di allenamento della respirazione che garantissero il raggiungimento del miglior punto di equilibrio tra performance, rilassamento, meditazione, e rispetto della fisiologia umana.

Da queste collaborazioni ed esperienze sono nati protocolli di respirazione, stage, eventi rivolti a tutte le persone che vogliono migliorare e sviluppare al meglio il proprio potenziale e avere una qualità di vita migliore.

Ad oggi sono centinaia le persone che seguono i nostri programmi Moving Limits sulla respirazione e collaboriamo con diverse aziende.

Federico Mana - Record

Record

Dal 2007 al 2011 sono stato un atleta professionista e mi sono dedicato ai tentativi di record. La cose che ricordo con maggiore entusiasmo di quel periodo sono 2: le sensazioni nuove che ogni incremento di quota mi regalava e la capacità di trasformare ogni tuffo in informazioni per prendere decisioni migliori.

Record

  • CNF 65 metri
  • CWT 100 metri
  • FIM 92 metri

I NOSTRI CORSI