Che bellezza, lunedì scorso, il nostro incontro Open di Mindfulness! Una partecipazione davvero preziosa e diffusa, eravamo in tanti e da tanti posti diversi: Novara, Milano, Cerano (NO), Parabiago (MI), Como, un gruppo a Sharm, Mallorca, Ravenna, Liguria, Cagliari... e chiedo scusa se qualche località me la fossi persa. Per alcuni di noi è stato il battesimo del webinar, me compresa!

Mi è piaciuto immaginarvi/ci chi a casa, chi con un i-pad, un pc o un cellulare, chi ancora nella sala riunioni dell’ufficio, chi nella sala di un hotel a Sharm, chi solo e tranquillo, chi con figli vicini o nella stanza accanto... ed io in casa di amici Moving Limits che si sono presi cura di me.

L’intenzione di questo gruppo radunato, un lunedì sera, attorno alla Mindfulness per me è stata molto chiara ed espressa con sincerità, gentilezza, curiosità, attenzione, gratitudine. Grazie ancora!

Breve estratto dall'open webinar

Durante l’incontro, nel tempo che avevamo, abbiamo condiviso una breve presentazione di come sia nata la Mindfulness; vi ho raccontato del medico Jon Kabat Zinn; ci siamo soffermati su cosa sia la Mindfulness senza avere l’ambizione di esaurire l’argomento, ma piuttosto con l’intenzione di costruire dei riferimenti comuni e fugare alcuni “equivoci”.

Ci siamo, per esempio, detti che la Mindfulness è:

  • una pratica e in quanto tale va praticata. Anche se alcuni la “usano” come una tecnica
  • l’attitudine innata di entrare in relazione con attenzione e senza giudizio con il momento presente. Innata perché tutti, fin da bambini e soprattutto da bambini ne siamo stati provvisti
  • uno spazio di libertà perché quando divento consapevole dell’evento, dell’emozione, del pensiero in cui sono coinvolto, ho la libertà di decidere come rispondere a questo evento, emozione o pensiero
  • la possibilità di comprendere che il pensiero è una nostra costruzione, non un dato di realtà
  • una pratica che ci consente di conoscere e coltivare il nostro potenziale
  • la possibilità di gestire e conoscere il nostro stress e i nostri stressors

Mentre non è un modo per svuotare la mente o una meditazione per rilassarsi (nonostante il rilassamento possa anche essere un esito).

Includo qui uno schema che riprende una sintesi dei benefici della Mindfulness testimoniati da una serie di studi scientifici: 

Benefici Mindfulness

Ci siamo dedicati anche a un piccolo assaggio di pratica sul respiro, chi seduto sulla sedia, chi per terra; ci siamo concentrati sul respiro, momento per momento, nel punto del corpo in cui ci era più facile cogliere le sensazioni fisiche (movimento, tensione, temperatura, flusso dell’aria...o anche silenzio, perché anche l’assenza di sensazione è una sensazione). Poi abbiamo saggiato la nostra concentrazione provando a contare mentalmente inspirazioni ed espirazioni da 1 a 10 per poi ricominciare da 1. Qualcuno ha perso il conto, qualcuno è rimasto colpito dall’ascolto del corpo, altri non sono riusciti ad arrivare oltre il 2... va tutto bene, tutti abbiamo allenato la nostra consapevolezza.

Una delle domande è stata: “come si può fare a continuare?” così abbiamo guardato il percorso Mindfulness per Esploratori. Vi invito a consultare il programma e le date qui

Concludo con una citazione di Thich Nhat Hanh (monaco buddista e attivista vietnamita per la pace) che è in sé una pratica che vi consiglio: “La mattina quando vi alzate, fate un sorriso al vostro cuore, al vostro stomaco, ai vostri polmoni, al vostro fegato. Dopo tutto, molto dipende da loro”. 

Mi spiace che non ci sia stato sufficiente tempo per dare la parola a ciascuno di voi. Forse possiamo approfittare di questo post per provare a sciogliere i dubbi, rispondere alle domande, scambiarci i punti di vista. Mi piacerebbe che lo spazio di seguito dedicato ai commenti, diventasse un luogo aperto di confronto. Mi piacerebbe anche avere un vostro feedback sulla serata passata insieme.

Gli esploratori si scambiano sempre pareri e notizie!

Spero di rincontrarvi nel gruppo degli Esploratori (in partenza lunedì prossimo) o altrove nel mondo.

Se siate interessati a iscrivervi al corso, potete farlo andando all'Academy nella sezione Health farm

Contributor:
Rossella Elisio

Laureata in psicologia con una tesi sulla Theory U (Otto Scharmer – MIT Boston) che coniuga psicologia, sociologia, mindfulness, approccio sistemico, gestione del cambiamento e leadership, si occupa di consulenza organizzativa e formazione.

Istruttrice certificata mindfulness e protocolli MBSR, sostiene la sua personale pratica di consapevolezza attraverso periodici ritiri di mindfulness, meditazione silenziosa, gentilezza e compassione con maestri nazionali ed internazionali.

Fondatrice di KIKU Mindfulness

Felicemente sposata, ha una figlia di 23 anni, un figlio di 18 e due gatte.

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Federico

10 Maggio, 2018 - 22:04

Bello vedere gli apneisti entrare in punta di pinne della mindfulness... bello scoprire i punti in comune tra apnea e questa pratica... scoprire che anche nell’apnea il principio del “qui e ora” sia fondamentale per una piacevole è gratificante... spesso l’ipnosi da Performance non permette all’apneista Di ascoltarsi ...e se non ci si ascolta non si sa cosa si sta facendo ... e se non so cosa faccio non posso cambiare e quindi non posso migliorare...
Ecco che la performance non è più il fine ultimo, ma la conseguenza di un percorso fatto di “attimi di presente”.
Sono convinto che la mindfulness possa essere una pratica molto utile perché lavorando a secco ci di può esercitare molto più spesso e la consapevolezza, il metodo e le capacità attentive che si sviluppano potranno essere facilmente trasferite alla pratica in acqua.... per quella che un domani potrà essere la “waterfulness”...
Grazie Federico, il tuo post ci aiuta a mettere ancora più a fuoco tutte le aree di incrocio, e quindi di potenziamento reciproco, esistenti fra mindfulness e apnea.. perchè quello che sta emergendo è che non solo la mindfulness può migliorare l'esperienza dell'immersione, ma anche che l'apnea può diventare una splendida occasione per fare pratica di consapevolezza!
Parte della sociologia, ed io concordo assolutamente con questa visione, riconosce gli altri come "esperti di esperienza" e quindi in sè portatori di conoscenza. Più sviluppiamo consapevolezza rispetto alla nostra esperienza più i nostri saperi ci appaiono nitidi ed oltre ad essere immediatamente utili a noi stessi, diventano ricchezze da scambiare... ciò ch succede è che si attiva un circolo virtuoso ed è ciò che noi pensiamo possa accadere con questo percorso per esploratori, nello spazio offerto dalla piattaforma!

NICOLA MANFREDI

11 Maggio, 2018 - 10:55

Ciao Rossella! Si potrebbe avere qualche anticipazione più precisa sul percorso che faremo per "portare attenzione con intenzione al momento presente"? Mi piace l'idea dell'esplorazione che presuppone il concetto di avventurarsi in un territorio sconosciuto, ma dentro di me c'è un attitudine da viaggiatore organizzato che pianifica i viaggi prima della partenza :)

Rossella

11 Maggio, 2018 - 11:41

In risposta a di NICOLA MANFREDI

Ciao Nicola... mi è molto chiaro ciò che dici e provo a venirti incontro senza essere troppo complice ;-)
Durante il percorso ciò che faremo è condividere delle pratiche che ci allenino ad ascoltare il momento presente, ci consentano di sperimentare la nostra attenzione concentrata ma anche diffusa, mobile, aperta .. in altre parole la nostra capacità di prestare attenzione intenzionalmente ad un oggetto in particolare (per esempio al respiro, ad un dolore, o ad altro), ma anche la capacità di spostare l'attenzione da un oggetto all'altro o ancora di riuscire ad avere un'attenzione che comprende più oggetti. Facendo questo, negli incontri e nelle pratiche quotidiane che ognuno di noi farà per conto proprio, cambieremo fisicamente le nostre connessioni neuronali. Oltre alle pratiche meditative vi proporrò alcuni esercizi di osservazione che rimandano in alcuni casi all'esperienza del diario, che contrinuiranno a farci conoscere meglio i nostri funzionamenti. Durante gli incontri faremo insieme pratica di meditazione, scambieremo feedback rispetto all'esperienza che ogni esploratore sta facendo ed agli inviti di esercizi che avete ricevuto la volta precedente.
Approfitteremo anche della piattaforma che ci offre spazi per sviluppare discussioni che emergeranno da esigenze del gruppo o da mie proposte di riflessione.
Spero di essere stata d'aiuto.. non sto a riportare qui il dettaglio degli incontri che sicuramente hai già letto nel programma del corso.

Dicevo che avrei cercato di rispondere senza diventare troppo "complice" (lo dico con una certa dose di umorismo) perchè concorderai con me che la tua domanda (assolutamente lecita) ci manda, con un tutto, nel futuro facendoci allontanare dal momento presente. Se fossimo stati in uno dei nostri incontri più che spiegarti cosa succederà nel percorso probabilmente ti avrei chiesto: "com'è per te stare nell'incertezza, ora?", "che sensazioni fisiche ti da affidarti al programma senza ulteriori dettagli? " , "dove si colloca, in questo momento, quest'esperienza nel corpo e com'è?".... questo è un esempio dello stare nel presente. Non sto, naturalmente dicendo, che non si debba pianificare, ma può essere utile conoscere fino a che punto ci è necessario spingere la nostra pre-conoscenza e che spazio possiamo tollerare di non conoscenza, temporaneo smarrimento (che è il passaggio necessario a scoprire nuove vie). Ti ringrazio del tuo contributo che mi ha dato l'occasione di fare un esempio concreto di cosa voglia dire "portare attenzioen al momento presente" :-)

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