Come praticante, ancor prima che come insegnante di mindfulness, partecipo periodicamente a momenti di ritiro in cui potermi dedicare completamente alla meditazione. I ritiri sono per me pause preziose, fatte di spazio-tempo, per riconnettermi con me stessa nell’agio/privilegio di non dover confinare la pratica in mezzo al mare del quotidiano e ricordarmi che, come disse John Lennon: “La vita è quella cosa che ti accade mentre sei occupato a fare altri progetti”. 

Ho da poco partecipato a un ritiro di cinque giorni con l'impegno di non rompere il silenzio e comunicare con lo sguardo… perché a volte gli occhi parlano anche più della bocca. Il silenzio favorisce l’introspezione, la concentrazione e consente lo spazio al nostro cuore per poterci parlare, come meravigliosamente ci ricorda Alda Merini: “Alle volte il silenzio dice quello che il tuo cuore non avrebbe mai il coraggio di dire.” 

minfulness in piscinaL’ultima sera del ritiro, la nostra sala di meditazione si è parzialmente “trasferita” nella vicina piscina termale totalmente riservata al nostro gruppo; per chi avesse voluto continuare lì la propria pratica di meditazione e silenzio. Adoro l’acqua! Mi raccontano che appena ho iniziato a camminare dovevano stare attenti a che non mi ci tuffassi dentro. Il mare è stato, per me bambina, anche un luogo di guarigione rispetto ad un eczema costituzionale che mi affliggeva, ho un passato (lontano) di nuotatrice “quasi agonista”… Per cui l’acqua è, a tutt’oggi, un mio luogo “casa”.

Così, senza alcun dubbio, mi sono accodata al drappello di meditanti che, inforcate le ciabattine, si è trasferito silenziosamente in piscina. L’atto di immergermi nell’acqua è stato carico di emozioni, sensazioni fisiche e pensieri. Ci sono pratiche di meditazione in cui, per sostenere la consapevolezza, si suggeriscono delle domande su cui ognuno possa riflettere, come per esempio: “com’era l’emozione che hai sentito? Dove l’hai sentita nel corpo? E quel pensiero, com’era? …” .  Nella mia pratica in acqua, in quel momento, i miei sensi erano totalmente dedicati all’esperienza: la percezione del calore e del bagnato dell’acqua sulla pelle immersa, la sensazione del mio corpo senza peso che galleggiava ed era sostenuto dall’acqua “densa” termale, le narici piene del leggero odore di zolfo, la lingua colpita dalla sapidità dell’acqua, la vista piena della bellezza dello splendore di una notte stellata, Il mio udito accoglieva i suoni ovattati. I pensieri erano leggeri, tranquilli… semplicemente osservavo.

 

Ho nuotato sentendo il piacere delle singole bracciate, una dopo l’altra, percependo i miei muscoli all’opera e la prepotente capacità di galleggiamento del mio corpo. Ho giocato piroettando nell’acqua e poi mi sono immersa trattenendo il fiato. Mi sono immersa nuotando sul fondo, contenuta nell’acqua, nel silenzio ovattato dell’esterno e nell’amplificazione dei suoni del corpo per ogni singola bollicina di aria che usciva dalle mie narici, per il ritmico pulsare del mio cuore. Mi sono lasciata galleggiare a faccia in giù nell’acqua, gustando le sensazioni del corpo in apnea, recependo fisicamente, e proprio grazie alla sua assenza, il miracolo del respiro. Non sono un apneista, ho semplicemente trattenuto il fiato... mi piace farlo anche nella vasca da bagno! Ho fatto di quell’immersione, di quel trattenere il fiato, di quella sospensione, il mio momento di pratica informale. 

E’ stata sorprendente la chiara sensazione fisica di gioia e presenza che ogni singola e più remota cellula del mio corpo mi rimandava. Per la prima volta ho fatto lucida esperienza di come il termine gioia possa tradurre sia una sensazione fisica, che un’emozione, che un pensiero.

Rientrata in camera dopo la piscina e dopo una successiva sosta nella sala di meditazione, non è stato facile prender sonno perché a quel punto il mio corpo, nonostante fosse sveglio dal mattino presto e nonostante il previsto effetto relaxing dell’immersione nell’acqua termale calda, che avrebbe dovuto favorire il sonno, era totalmente presente, gioioso, attento, rigenerato e per nulla intenzionato al riposo!

Per chi volesse approfondire l'argomento, lunedì 7 maggio abbiamo organizzato un webinar online con la nostra autrice. Per partecipare o per avere maggiori informazioni clicca qui

Contributor:
Rossella Elisio

Laureata in psicologia con una tesi sulla Theory U (Otto Scharmer – MIT Boston) che coniuga psicologia, sociologia, mindfulness, approccio sistemico, gestione del cambiamento e leadership, si occupa di consulenza organizzativa e formazione.

Istruttrice certificata mindfulness e protocolli MBSR, sostiene la sua personale pratica di consapevolezza attraverso periodici ritiri di mindfulness, meditazione silenziosa, gentilezza e compassione con maestri nazionali ed internazionali.

Fondatrice di KIKU Mindfulness

Felicemente sposata, ha una figlia di 23 anni, un figlio di 18 e due gatte.

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